Domanda di mobilità: cosa scrivere e quali documenti preparare
Come preparare una domanda di mobilità o di interscambio: i dati da indicare, il curriculum, la richiesta di assenso e gli errori da evitare.
Redazione CambioSede · pubblicato il 11 ottobre 2026 · 2 min di lettura
Due tipi di domanda
- La domanda di mobilità volontaria risponde a un avviso pubblico e di solito si presenta sul portale inPA, compilando il modulo dell'ente. Vedi Come cercare i bandi di mobilità.
- La domanda di interscambio non risponde a un avviso: la presentano insieme i dipendenti che vogliono scambiarsi il posto, alle amministrazioni coinvolte. Vedi L'interscambio passo per passo (art. 30).
I dati che non devono mancare
- Dati personali e recapiti.
- Ente di appartenenza, sede e ufficio attuali.
- Inquadramento: area, profilo professionale, posizione economica, data di assunzione a tempo indeterminato.
- Contratto collettivo applicato (Funzioni centrali, Funzioni locali, Sanità) e regime orario, se part-time.
- Titoli di studio, abilitazioni e iscrizioni ad albi, se richiesti.
- Per l'interscambio: con chi avviene lo scambio, con i dati essenziali dei colleghi coinvolti.
Il curriculum
Meglio un curriculum breve e mirato al posto: esperienze nelle stesse attività, procedure e programmi usati, formazione recente. Se l'avviso prevede un colloquio, prepara qualche esempio concreto del tuo lavoro.
La lettera di motivazione
Non è sempre richiesta, ma aiuta: poche righe su perché chiedi il trasferimento (avvicinamento alla famiglia, salute, crescita professionale) e su cosa porti al nuovo ufficio. Le esigenze familiari o di salute documentate in alcuni settori danno priorità (per la Sanità vedi Mobilità nella Sanità).
L'assenso del tuo ente
Se nel tuo caso serve l'assenso (vedi Nulla osta alla mobilità), chiedilo per iscritto al tuo ufficio del personale, indicando l'avviso o lo scambio e la data di decorrenza che proponi. Nell'interscambio ricorda che il tuo ente riceve un collega al tuo posto.
Errori da evitare
- Presentare la domanda dopo la scadenza o senza gli allegati richiesti.
- Dimenticare un vincolo di permanenza ancora in corso (vedi Il vincolo di permanenza).
- Non verificare prima stipendio e indennità nel nuovo ente (vedi Stipendio e distanza: cosa cambia con il trasferimento).
Fonti
- D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30.
- DPCM 5 agosto 1988, n. 325, art. 7 (domanda congiunta di compensazione).
Questa guida ha valore informativo e non sostituisce le indicazioni della tua amministrazione: prima di avviare una pratica verifica sempre con l'ufficio del personale.