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Guida

Stipendio e distanza: cosa cambia con il trasferimento

Con l'interscambio passi a un altro ente, e lo stipendio segue le regole del nuovo ente. Ecco cosa può cambiare, e quali possibilità ci sono per chi si trasferisce a breve distanza.

Aggiornata il 10 ottobre 2026

Nel nuovo ente valgono le sue regole

Dopo il passaggio si applica esclusivamente il trattamento giuridico ed economico, compreso quello accessorio, previsto dai contratti collettivi del settore della nuova amministrazione (art. 30 c. 2-quinquies del d.lgs. 165/2001, richiamato per la mobilità volontaria tra settori dall'art. 3 c. 1 del DPCM 30 novembre 2023). In pratica:

  • Nello stesso settore (per esempio da un Comune a un altro Comune) il contratto nazionale è lo stesso, ma la parte accessoria (indennità, premi, produttività) dipende dagli accordi di ciascun ente e può essere diversa.
  • Tra settori diversi (per esempio da un Comune a un Ministero) cambiano anche il contratto collettivo e le tabelle degli stipendi.

Tra settori diversi: la posizione economica più vicina

Chi passa a un altro settore viene inquadrato nell'area equivalente e nella posizione economica più vicina a quella che aveva prima (DPCM 30 novembre 2023, art. 2 c. 4). Lo stipendio può quindi essere un po' più alto o un po' più basso.

Nella mobilità volontaria, come l'interscambio, vale solo il trattamento economico dell'ente di destinazione. Prima di accettare, chiedi all'ufficio del personale del nuovo ente una stima di quello che riceveresti.

Trasferimento nello stesso comune o entro 50 km

L'art. 30 c. 2 del d.lgs. 165/2001 prevede che i dipendenti possano essere trasferiti all'interno della stessa amministrazione oppure, previo accordo tra le amministrazioni interessate, in un'altra amministrazione, in sedi nello stesso comune o a non più di 50 km dalla sede in cui lavorano.

È una strada che si basa sull'accordo tra gli enti e può rendere più semplici gli scambi tra sedi vicine. Se vuoi trasferirti in una sede nello stesso comune o entro 50 km, chiedi al tuo ufficio del personale se nel tuo caso si può usare.

Lo stesso comma consente all'amministrazione questi trasferimenti anche senza le «comprovate ragioni tecniche, organizzative e produttive» chieste di solito dal codice civile (non si applica il terzo periodo del primo comma dell'art. 2103 c.c.). Fanno eccezione due categorie, che possono essere trasferite in un'altra sede solo con il loro consenso: i dipendenti con figli di età inferiore a tre anni che hanno diritto al congedo parentale, e chi assiste una persona con disabilità grave ai sensi dell'art. 33 c. 3 della legge 104/1992.

Cosa chiedere prima di accettare

  • Quale sarebbe il tuo stipendio base nel nuovo ente e in quale posizione economica verresti inquadrato.
  • Quali indennità e premi perderesti e quali avresti.
  • Cosa succede a ferie non godute, ore di straordinario e progressioni in corso.
  • Se cambia l'orario di lavoro o il regime di part-time.

Fonti

  • D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, art. 30, commi 2 e 2-quinquies (testo in vigore dal 14 maggio 2025, consultato su Normattiva).
  • DPCM 30 novembre 2023 (equiparazione tra le aree dei diversi settori), art. 2 c. 4 e art. 3 c. 1.
  • Legge 5 febbraio 1992, n. 104, art. 33 c. 3; codice civile, art. 2103.

Questa guida ha valore informativo e non sostituisce le indicazioni della tua amministrazione: prima di avviare una pratica verifica sempre con l'ufficio del personale.