Mobilità tra settori diversi della PA: il DPCM 30 novembre 2023
Come si viene inquadrati passando tra Funzioni centrali, Funzioni locali e Sanità: area equivalente, posizione economica e stipendio secondo il DPCM 2023.
Redazione CambioSede · pubblicato il 11 ottobre 2026 · aggiornato il 18 ottobre 2026 · 2 min di lettura
Cambiare settore con la mobilità
Con la mobilità volontaria si può passare da un'amministrazione all'altra anche se hanno contratti collettivi diversi: per esempio da un Comune (Funzioni locali) a un Ministero (Funzioni centrali) o a un'Azienda sanitaria (Sanità). Il problema è capire in quale area si viene inquadrati nel nuovo ente e con quale stipendio.
Le regole le fissa il DPCM 30 novembre 2023, previsto dall'art. 29-bis del d.lgs. 165/2001, che riguarda il personale non dirigente.
Come si sceglie l'area
L'ente di destinazione confronta le aree dei due contratti collettivi, tenendo conto di mansioni, competenze professionali, compiti, responsabilità e titoli di accesso (art. 2, comma 1). Il confronto avviene senza pregiudicare le progressioni di carriera ottenute legittimamente, anche senza il titolo di studio oggi richiesto per entrare in quell'area.
Contano anche le eventuali abilitazioni richieste per l'area di provenienza o di destinazione (art. 2, comma 2): per esempio quelle delle professioni sanitarie.
Lo stipendio nel nuovo ente
Nella mobilità volontaria si applica solo il trattamento economico del nuovo ente (art. 3, comma 1, che richiama l'art. 30, comma 2-quinquies, del d.lgs. 165/2001). Per la posizione economica il DPCM prevede un calcolo preciso (art. 2, comma 4):
- si prende il trattamento di provenienza, cioè lo stipendio tabellare più il differenziale stipendiale;
- nel nuovo ente si attribuisce lo stipendio tabellare della nuova area;
- la differenza diventa il nuovo differenziale stipendiale, arrotondato per eccesso al valore più vicino previsto dal contratto di destinazione.
In pratica la parte fissa dello stipendio resta simile. Possono cambiare molto, invece, le indennità e il salario accessorio, che dipendono dal nuovo contratto e dagli accordi del nuovo ente: vedi Stipendio e distanza: cosa cambia con il trasferimento.
Il DPCM è stato adottato con riferimento ai sistemi di classificazione introdotti dai contratti 2019-2021. Per i casi concreti, chiedi all'ufficio del personale del nuovo ente quali tabelle applica.
Chi è escluso
Il DPCM non si applica al personale della scuola e dell'alta formazione artistica e musicale, né al personale di ENAC, AgID e degli enti pubblici di ricerca (art. 1, comma 2). Ci sono regole particolari per l'area delle elevate qualificazioni (art. 2, comma 3) e per le Regioni a statuto speciale e le Province autonome (art. 5).
Mobilità tra settori e interscambio
Anche in un interscambio tra dipendenti pubblici di settori diversi ognuno viene inquadrato con queste regole.
Come si confrontano le qualifiche tra settori è spiegato in Qualifiche e settori: come funzionano le equivalenze.
Fonti
- DPCM 30 novembre 2023, «Disciplina dei processi di mobilità fra pubbliche amministrazioni del personale non dirigenziale» (Gazzetta Ufficiale n. 20 del 25 gennaio 2024), artt. 1-5.
- D.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, artt. 29-bis e 30, comma 2-quinquies.
Questa guida ha valore informativo e non sostituisce le indicazioni della tua amministrazione: prima di avviare una pratica verifica sempre con l'ufficio del personale.